Siamo un gruppo di docenti e ricercatori di Università e Centri di ricerca, pienamente convinti che non sia più il tempo in cui gli scienziati possono chiudersi nelle loro torri d’avorio per dilettarsi con le loro ricerche, senza curarsi dei problemi della società in cui operano e di quelli dell’intero pianeta. Per il privilegio che abbiamo avuto di poter compiere studi universitari e di lavorare nel campo della ricerca e dell’insegnamento, abbiamo la responsabilità di condividere  conoscenze e informazioni scientificamente corrette e dobbiamo dare il massimo contributo per superare le difficoltà che caratterizzano la nostra epoca. Ogni giorno di più ci rendiamo conto della fragilità del mondo in cui viviamo e possiamo dire, con Hans Jonas che “è lo smisurato potere che ci siamo dati, su noi stessi e sull’ambiente, ad imporci di sapere cosa stiamo facendo e di scegliere in quale direzione vogliamo inoltrarci”. E’ sempre più urgente, quindi, che gli scienziati guardino oltre i confini del loro laboratorio per contribuire a compiere scelte che permettano alla nostra e alle prossime generazioni di vivere in un pianeta più accogliente, in una società più giusta e in un contesto internazionale più pacifico.

Siamo pienamente consapevoli che la responsabilità di prendere decisioni, sia in campo nazionale che internazionale, spetta ai politici democraticamente eletti e non pretendiamo affatto che si affidi la guida politica del Paese ad “esperti”. Crediamo però che, come accade nelle nazioni più progredite, i politici abbiano il dovere di consultare gli scienziati sui problemi che possono essere affrontati e risolti soltanto con una approfondita conoscenza della materia.

Uno dei problemi più delicati e più difficili che il nostro Paese ed il mondo intero hanno oggi di fronte è quello dell’energia; non solo perché l’energia è la risorsa più importante per l’umanità, ma anche perché l’approvvigionamento e il consumo di questa risorsa sono direttamente collegati alla crisi climatica che minaccia gravemente l’intero pianeta, all’inquinamento dell’aria che respiriamo, al degrado del paesaggio, alla perdita di biodiversità, alla disuguaglianza fra le nazioni e a quasi tutte le crisi politiche e le guerre che devastano intere regioni. Le decisioni che verranno prese riguardo il problema energetico condizioneranno non solo la nostra vita, ma ancor più quella dei nostri figli e dei nostri nipoti. Per prendere decisioni sagge su un tema così complesso è necessaria una stretta collaborazione fra scienza e politica, con forte coinvolgimento dell’opinione pubblica. Per questo ci siamo rivolti al Governo con la lettera aperta pubblicata su questo sito.

Affinché il dialogo sulle scelte energetiche avvenga in modo pubblico, trasparente e autorevole, crediamo che il Governo, prima di assumere decisioni praticamente irreversibili come quella di procedere ad estese perforazioni del nostro territorio e dei nostri mari, debba promuovere una sede di consultazione tra scienziati e politici.

Nell’attesa di una decisione sulle scelte riguardo le fonti di energia da sviluppare, scelte che non possono essere troppo procrastinate, ma che neppure possono essere fatte senza grande ponderatezza, chiediamo al Governo, e in particolare ai ministri della Pubblica Istruzione, dell’Ambiente e della Salute di promuovere con tutti i mezzi possibili una campagna per una maggiore sobrietà ed una maggiore efficienza nell’uso dell’energia. In questo momento storico sobrietà ed efficienza sono le due colonne su cui dovrà poggiare lo sviluppo di nuove fonti energetiche, qualunque scelta si vorrà fare. In particolare, è necessario dare agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado un messaggio di alto profilo culturale per far loro capire quello che la nostra generazione ha sostanzialmente ignorato, e cioè che le risorse del pianeta Terra sono limitate e che quindi i consumi, e ancor più gli sprechi, non possono crescere all’infinito.